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Via Francigena e Cammini d’Italia: quanto c’è da fare ancora?

via francigena

La Via Francigena si snoda in territorio italiano per oltre mille chilometri dal Passo del Gran San Bernardo a Roma.
Il tracciato attraversa paesaggi molto diversi fra loro e scorci d’Italia spesso misconosciuti ancorché ricchi di storia, incastonati in paesaggi bellissimi quanto spesso impervi e apparentemente inospitali.
A lungo si è dibattuto in questi anni cosa porti il viandante al cammino ma, in fin dei conti, poco importa: che sia la possibilità
di conoscere i luoghi passandoci in mezzo, che sia la volontà di trascorrere giornate soli con se stessi, negli ultimi anni questa modalità di spostarsi, di fare turismo ha assunto dimensioni insospettabili fino a qualche decennio fa.

Tanti i miglioramenti fatti per la fruizione del cammino che Sigerico individuò intorno all’anno mille: dalla adozione di un tracciato ufficiale, alla segnaletica che guida il camminatore/pellegrino, alla messa in sicurezza di molti tratti, al lavoro congiunto di governance e valorizzazione cui si è pervenuti nell’ultimo quinquennio tra Parlamento, Governo, Regioni, AEVF, altre associazioni e start up che, nel frattempo, hanno individuato nella Via Francigena una opportunità di lavoro.

Nel 2014 ha iniziato la propria attività l’intergruppo parlamentare Amici della Via Francigena che ha operato da un lato ascoltando gli attori che in questi anni hanno permesso di mantenere viva l’attenzione su questo Cammino, dall’altro svolgendo una funzione di raccordo tra i diversi livelli istituzionali e il fiorire di iniziative nei diversi territori di appartenenza.

La via Francigena è stata oggetto, nell’attuale legislatura, di numerosi e diversificati atti ed iniziative parlamentari tra cui la presentazione di proposte di legge per promuoverne la valorizzazione e la fruizione sia alla Camera dei Deputati (A.C. 294) sia al Senato (A.S. 450);
l’approvazione alla Camera dei Deputati di ordini del giorno specifici che impegnano il Governo a «riconoscere l’antico percorso italiano della via Francigena quale risorsa culturale, ambientale e turistica di primaria valenza pubblica nazionale» e «a promuovere, con norme specifiche, finanziamenti pubblici adeguati e protocolli d’intesa finalizzati fra soggetti privati ed enti territoriali interessati, la tutela, la valorizzazione dalla via Francigena, attraverso interventi di recupero, manutenzione e promozione del patrimonio storico-culturale, spirituale e ambientale e di riqualificazione del patrimonio ricettivo esistente» (n. 9/02426-A/004); «ad attivarsi per lo stanziamento di risorse finalizzate a completare l’individuazione del percorso denominato “Via Francigena”, quale itinerario storico, culturale e religioso»; «a realizzare una segnaletica completa e uniforme che consenta di percorrere l’itinerario, anche a piedi, nell’intero territorio italiano» (n. 9/02426-A/012);

percorso francigenaIl 2016 è stato un anno particolarmente significativo per i Cammini durante il quale il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo ha manifestato un particolare protagonismo ed ha impostato un lavoro di prospettiva sul tema legato alla valorizzazione delle culture e dei territori attraversati dalla Via Francigena e dagli altri Cammini, in particolare da quello di San Francesco e dalla Via Appia.

Ne è scaturita a fine 2015 una Direttiva del Ministro che definisce il 2016 “Anno dei cammini d’Italia” e stabilisce le fasi e le modalità con cui realizzare una ricognizione dei cammini d’Italia da raccogliere in un apposito Atlante e la definizione di linee guida per la realizzazione e la implementazione di studi, ricerche e modelli organizzativi per valorizzare al meglio e favorire la fruizione del patrimonio costituito dai cammini stessi.

Nel frattempo il Consiglio d’Europa ha autorizzato il porteur ufficiale della Via Francigena, l’AEVF, a realizzare il prolungamento del tracciato verso
la via Francigena del Sud fino a Santa Maria di Leuca ed è iniziato lo studio del tracciato con la collaborazione della Società geografica italiana, partner scientifico coinvolto nella predisposizione del dossier di candidatura al riconoscimento ufficiale della via Francigena del Sud quale Itinerario culturale del Consiglio d’Europa.

Nel 2010 si è costituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali, il gruppo di coordinamento per la candidatura della via Francigena per l’iscrizione nella lista del patrimonio materiale mondiale dell’Unesco e nel 2016 il comune di Fidenza, città nella quale ha sede l’Associazione europea delle vie francigene, ha parallelamente avviato un proprio percorso per l’inserimento del duomo cittadino quale patrimonio mondiale nell’ambito del più vasto progetto di candidatura della via Francigena nella lista del patrimonio tutelato dall’Unesco, e in tale iniziativa, alla quale la regione Emilia-Romagna ha dato la propria adesione, è stato coinvolto il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Seppure non fosse possibile riuscire nell’obiettivo finale, la presentazione della candidatura della via Francigena rappresenterebbe comunque un significativo volano per promuovere e valorizzare l’Italia come un vero e proprio «museo diffuso» ampliando e diversificando l’offerta dei flussi turistici tradizionali, favorendo una fruizione lenta, sostenibile, integrabile con le tante e diverse peculiarità delle realtà territoriali oltre ad un’occasione per dare impulso ad una corretta conservazione, fruizione e promozione del patrimonio storico e artistico dei molteplici monumenti che caratterizzano l’intero l’itinerario.

Non sono attualmente disponibili ulteriori notizie ufficiali relative all’iter della candidatura che prevede successivamente l’analisi della proposta da parte della Commissione nazionale italiana per l’Unesco (una struttura interministeriale – a cui partecipano rappresentanti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare) e la successiva redazione di una documentazione di sostegno alla candidatura stessa che necessita di un dossier ed un piano di gestione. Candidatura che interessa più Paesi e che necessita di una collaborazione transnazionale così da definire una candidatura unitaria.

Con lo stanziamento di 60 milioni di euro (delibera CIPE del luglio 2016) destinate ai tre Cammini più significativi – Via Francigena, cammino di San Francesco e Via Appia -, sono state assegnate importanti risorse per provvedere ad interventi organici su tutti i tracciati oltre alla promozione degli stessi.

A fronte di un lavoro così significativo che è stato portato avanti da ciascuno per la propria specifica competenza e che ha messo a sistema istituzioni, progetti e iniziative, quasi allo scadere della legislatura, insieme ai colleghi cofirmatari dell’atto di sindacato ispettivo, ci è sembrato importante fare, per così dire, il punto della situazione: quali progressi sono stati fatti per la candidatura Unesco, come sono state impiegate le risorse stanziate (oltre a quelle riportate ve ne sono altre impegnate con legge di stabilità per il 2016), a che punto è la elaborazione dell’Atlante dei Cammini, quali opere sono state individuate come necessarie per la messa in sicurezza o almeno per il raggiungimento di uno standard comune a tutto il percorso oltre che per rendere la Via Francigena accessibile a tutti.

Le risposte a queste domande, con i progressi (ci auguriamo molti) e le criticità che metteranno in luce permetteranno di continuare nel lavoro congiunto in modo più proficuo, di individuare nuovi punti di partenza per il traguardo di sempre: la valorizzazione dei cammini, la conoscenza dei territori che attraversano, della storia e delle abitudini delle persone che li animano.

Questo il link all’interpellanza urgente di cui sono prima firmataria:
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=2/01908&ramo=CAMERA&leg=17

Questo il link di un’altra interrogazione, anch’essa messa in evidenza da AgCult, sulla iniziativa del Consiglio dei Ministri per finanziare i luoghi culturali minori d’Italia e per i quali fu individuato un indirizzo email apposito, al quale sono arrivate tantissime segnalazioni:
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/12027&ramo=CAMERA&leg=17

Sul sito di AgCult recentemente è stato pubblicato anche questo post.

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