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Sul contratto di soccida

allevamento - soccida
Roma - 23-01-2015 Venerdì ho presentato in Commissione finanze una interrogazione che ha come tema la soccida (definizione).
Questa è, come noto un istituto giuridico molto antico disciplinato dal libro quinto, sezione IV, del codice civile, agli articoli da 2170 a 2186. È distinto in tre tipologie: la soccida semplice, la soccida parziale e la soccida con conferimento di pascolo.
Nel rapporto di soccida la vendita di bestiame si caratterizza come un'operazione soggetta ad imposta sul valore aggiunto, con la conseguente facoltà di detrarre l'IVA eventualmente pagata per l'acquisto di beni necessari allo svolgimento dell'attività; tuttavia, non sono univocamente fissati i criteri per l'esatta individuazione dei soggetti passivi dell'IVA che, conseguentemente, sono legittimamente abilitati ad effettuare le detrazioni per le spese relative all'allevamento. Per questo chiedo al Ministro quali iniziative intenda intraprendere al fine di uniformare le modalità attuative della disciplina riguardante il regime IVA prevedendo, 
nei contratti di soccida la possibilità di detrarre l'IVA assolta sugli acquisti indipendentemente dal regime IVA del soccidario, sconosciuto al soccidante, e come intenda sanare la posizione dei contribuenti che hanno ricevuto avvisi di accertamento riguardanti gli anni in cui, per errata interpretazione condivisa dalla Agenzia delle Entrate, l'IVA è stata portata in detrazione. Tutti i diritti riservati.

Alessandra Terrosi

Per saperne di più:

- interrogazione
- proposta di legge
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