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Manuela Benedetti è la mia candidata alla segreteria del PD provinciale

Da donna a tutti, sono fiera di poter contribuire alla sfida che Manuela Benedetti ha deciso coraggiosamente di affrontare candidandosi alle elezioni per il Segretario provinciale del PD e di sostenerla in questo percorso.

Ascoltandola e guardandola negli occhi in questi giorni ho visto lo slancio, la determinazione, l’organizzazione, il metodo, la passione e anche un poco di timore. Che non imprigiona bensì sprona.

Manuela Benedetti è una esile, giovane donna che fa l’insegnante. Ha lo sguardo dolce e l’espressione volitiva di chi sa affrontare gli impegni con serietà e di chi, di fronte alle strade che si biforcano, sa scegliere con l’intelligenza del cuore, non il sentiero migliore ma quello che ritiene più consono alla sua idea di come stare al mondo.

In questi anni ha maturato la sua esperienza politica ricoprendo il ruolo di vicesegretario e, nel frattempo, ha continuato a portare avanti il suo impegno nella amministrazione del Comune di Canepina, di cui è Vicesindaco.

La sfida che Manuela Benedetti si propone è insieme un modo per valorizzare il suo impegno e la esperienza maturata in questi anni, anche partendo dalla elaborazione degli errori commessi nel recente passato, e per rilanciare l’attività di un PD che sembra particolarmente avvinghiato su stesso.

Il recente passato, fatto di grande propensione ai proclami e di atteggiamenti spesso divisivi, ci ha lasciato in dote i veleni di una frattura molto scomposta che ha segnato l’allontanamento non solo dai militanti e dagli elettori che hanno defluito in silenzio seguiti da un pezzo consistente di gruppo dirigente, ma anche da tutte quelle articolazioni della società organizzata che da sempre hanno rappresentato per il PD dei punti di riferimento.

Ci ha lasciato però anche leggi e riforme, un lavoro Parlamentare e di Governo, nazionale e regionale, caratterizzato da molti aspetti positivi che non siamo stati in grado di spiegare e quindi di valorizzare.

È ora di trovare un altro modo per rapportarci al nostro interno per poter poi essere credibili e ascoltati fuori da noi.

È ora di tornare a decidere da quale parte stare, se è vero che in questi anni di severa crisi economica, è maturata anche una grave crisi culturale e politica che ha perfino messo a tratti in discussione il cardine fondamentale della nostra società: la democrazia così come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, quella democrazia figlia di lotte, di morti e di sacrifici della quale, invece, dobbiamo avere rispetto e cura.

Nell’ampliarsi di quella forbice che trasporta pochi verso privilegi sempre più consolidati e lascia molti nella impossibilità di districarsi dalle pastoie quotidiane, noi non possiamo che scegliere di aspettare questi ultimi, promuovendo politiche che abbiano come fine la realizzazione di una società più giusta e il miglioramento delle condizioni di vita delle persone. Questo nel mondo come a Viterbo e provincia.

Non possiamo non scegliere di fare nostri i sogni di milioni di persone e non possiamo non lavorare per organizzare quei sogni affinché si avverino. In un mondo in cui tutto è globalizzato fuorché la speranza e la solidarietà, dobbiamo farci promotori dell’affermazione delle speranze e della condivisione solidale.

Manuela Benedetti ha la capacità, il carattere e il sentire politico giusto per alzare lo sguardo e guidare per i prossimi quattro anni il PD provinciale, e insieme quello dei singoli circoli, fuori da una discussione asfittica, spesso realizzata ai minimi termini, che spesso non produce proposte, che spesso non aggrega e anzi, separa.

Il sentire politico, il saper fare politica che non è solo tattica e strategie ma che prevalentemente si nutre del confronto aperto e dello scambio continuo con la società che ci pregiamo di rappresentare, del rispetto che si deve agli altri: la politica non può essere un campo nel quale le regole della convivenza e del reciproco riconoscimento vengono messe in moratoria.

Il sentire politico che ci permetterà di agire per il nostro territorio nutrendolo della visione d’insieme sul nostro Paese e sull’Europa, mai rinunciando a mediare né a manifestare dissenso qualora il bene del territorio lo imponga.

A memoria, mai una donna ha concorso per diventare segretario né del PD né, prima, dei due partiti che lo hanno generato. In un momento storico in cui le donne subiscono una offensiva così violenta e perdurante, fatta di stupri, di minacce, di esclusione dai luoghi di lavoro, di condizioni retributive di norma più svantaggiose rispetto ai colleghi uomini, il messaggio che Manuela Benedetti, e noi con lei, vogliamo dare alle donne è quello di continuare insieme nella ricerca di condizioni di parità delle opportunità e di rinnovare l’impegno della militanza nel PD.

Anche nel PD provinciale c’è bisogno di sperimentare un metodo diverso che faccia finalmente a meno di prove muscolari e di confronti che richiamano goliardiche sfide a suon di misure…. e c’è invece l’urgenza di adottare una prospettiva di visione diversa.

Sono convinta che Manuela Benedetti abbia fatto propria questa urgenza e so che saprà darle una risposta.

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