Ultime notizie:

Latera, Torre Alfina, Vitorchiano: realtà diverse, obiettivo comune

torre alfina partecipazione

Ben ritrovati! È un po’ che non scrivo e quindi ci sono diverse cose che voglio raccontarvi: iniziative che si sono svolte e di cui non ho ancora detto, persone che ho incontrato di cui non ho parlato…..a volte è necessario vivere bene fino in fondo le situazioni senza essere per forza connessi e ridurre tutto ad un breve commento.
Altre volte a me serve riflettere su quanto accaduto perché ciò che voglio trasmettere non è solo mera cronaca giornalistica….

Voglio raccontare di tre Comuni della nostra provincia e di tre iniziative che li hanno interessati.
Di come fra questi Comuni ci siano delle similitudini che riguardano il modello di sviluppo scelto, la voglia di raccontare la loro storia; di come siano animati dallo stesso slancio e dalla stessa apertura verso il mondo fuori e verso ciò che, innovando, possa arricchire la loro comunità.
Tre analoghe modalità di sentirsi speciali e parte di un territorio più ampio allo stesso tempo.

vitorchiano sindaco grassotti

Con il Sindaco di Vitorchiano Ruggero Grassotti

Comincio dallo scorso fine settimana, quando Vitorchiano si è animata, grazie a Pro Loco e Amministrazione Comunale, festeggiando il peperino: su grandi massi di questa pietra, infatti, sorge l’abitato di Vitorchiano.
La manifestazione si chiama Peperino in fiore e per l’occasione il paese viene abbellito con installazioni di varia foggia e colore, ognuna contenente dei fiori.
Lo racconto perché mi sono trovata di fronte ad una giovane amministrazione e ad un Comune che si presentavitorchiano festa peperino al resto del mondo mostrando quello che ha di più bello: i palazzi, le piazze, i vicoli salvaguardati nel tempo; gli scorci da cui lo sguardo si apre sulle forre; le tradizioni da valorizzare e far conoscere perché sono queste che tengono insieme quella comunità.

 

 

vitorchiano costumivitorchiano in fiore

 

 

 

 

 

 

Lunedi 29 maggio a Latera il centro polifunzionale ha ospitato una iniziativa organizzata dal Partito Democratico che ha visto presenti molti abitanti del piccolo Comune ma anche molte persone dei centri vicini, oltre a Sindaci e amministratori locali.
Abbiamo voluto riprendere le fila di un cammino difficile e frastagliato parlando dello sviluppo dell’Alta Tuscia: un tema continuamente all’ordine del giorno perché quotidiano è il confronto di sindaci e amministratori locali con l’invecchiamento della popolazione e l’abbandono di questi territori da parte dei giovani, con le difficoltà nel far decollare e rendere solide attività economiche che permettano ai residenti di lavorare, con la necessità che vengano garantite risposte socio assistenziali e sanitarie alla popolazione residente nel territorio.

latera sviluppo alta tusciaSiamo (ri)partiti da Latera ma lo sguardo per lo sviluppo locale deve necessariamente interessare il comprensorio più ampio dei Comuni della Comunità Montana, per travalicare, se necessario, i confini regionali stabilendo delle direttrici comuni con le vicine regioni Umbria e Toscana.

Abbiamo voluto riaffermare la necessità che il futuro di questo territorio debba essere il futuro di tutta la comunità e non il futuro di un singolo centro abitato.
Abbiamo voluto riaffermare come non si possa parlare di sviluppo locale senza partire dall’esistente.
Pensiamo, cioè, che quell’unicum prezioso e irripetibile, costituito dalla nostra storia, dalla nostra cultura, dal nostro paesaggio, dalle nostre produzioni agricole debba continuare a rappresentare la vera opportunità per questo territorio.
Guardiamo a tutto ciò senza alcun ripiegamento su noi stessi ma, viceversa, volendo cogliere e mutuare tutto ciò che di innovativo sia possibile integrare con uno sviluppo che sia sostenibile.

Più volte in questi anni abbiamo rimarcato la necessità che gli Enti locali e tutti coloro che a vario titolo sono impegnati nel mantenere vivi tradizioni, usi, lavori e a custodirne la memoria preservandola e diventando allo stesso tempo portatori di innovazioni da innestare sopra l’esistente, debba rapportarsi con gli altri territori e con le Istituzioni di rango superiore in modo propositivo, prospettando possibili soluzioni alle tante problematiche che le terre di confine portano insite nella loro natura.
Ne sono così tanto caratterizzati che quelle stesse problematiche possono essere interpretate, però, come punti di forza dai quali partire per dipanare matasse colorate e per narrare un altro racconto che prende in considerazione altri punti di vista.

latera dibattitoAbbiamo accennato agli strumenti, normativi e progettuali, che possono aiutare un territorio come il nostro: legge sui piccoli comuni, distretti biologici.
Sicuramente però il primo fra tutti è lo strumento rappresentato dalla Strategia per le Aree Interne: elaborata diversi anni fa, serve a riconoscere le peculiari dinamiche demografiche ed economiche di aree depresse, nelle quali investimenti in istruzione, trasporti e rete socio sanitaria possono fare la differenza soprattutto se associati al sostegno di progetti di rilancio che coinvolgano il tessuto produttivo e imprenditoriale locali.

Tutti gli indici socio-economici e demografici che caratterizzano l’Alta Tuscia parlano di questa area come di un’area interna: lontana dai grandi centri abitati, con costante perdita di popolazione e conseguente dismissione o parzializzazione dei servizi, in difficoltà nel continuare a rappresentare una prospettiva per i giovani e nel rilanciare nuova occupazione.
Ma, al contempo, ricca di tutto ciò che nei secoli è stato salvaguardato, mantenuto, rigenerato e tramandato: i paesi e i borghi, le tradizioni e la cultura, il paesaggio e l’agricoltura, i prodotti agricoli e artigianali.

officina arti mestieri acquapendenteLa Strategia nazionale per le Aree interne elenca fra le tematiche attorno alle quali far nascere Progetti di sviluppo locale, il risparmio energetico e le filiere locali di energia rinnovabile, compatibile con gli altri temi individuati: la tutela del territorio e delle comunità locali, la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del turismo sostenibile; il sostegno ai Sistemi agro-alimentari e allo sviluppo locale; il saper fare e l’artigianato.

Gli stessi temi, cioè, che hanno rappresentato per i nostri Comuni la guida per la propria azione amministrativa negli ultimi trenta anni: sono stati ristrutturati Teatri, sono stati mantenuti in vita Cinema e attività culturali, sono nate tre Riserve naturali regionali nella nostra Provincia, le feste tradizionali sono diventate motivo di richiamo per turisti e visitatori, gli agricoltori hanno scelto la multifunzionalità rendendo questo lembo di regione il più ricco di Agriturismi e promuovendo così le eccellenze enogastronomiche che loro stessi producono.

Non si parla, nella strategia per le aree interne, né della installazione di impianti pilota geotermici né di centrali geotermiche di grandi dimensioni.

torre alfina partecipazioneA Torre Alfina, il giorno della festa della Repubblica i tanti, molti dei quali giovani, che al mattino avevano ripulito il Bosco del Sasseto dai rifiuti lasciati lì da visitatori incuranti, hanno voluto ancora parlare di geotermia o meglio, dell’attacco potente che il territorio tutto sta subendo: dalla piana dell’Alfina, dove dovrebbero essere previsti due impianti pilota, a Latera dove le richieste riguardano un impianto pilota geotermico e un impianto non pilota come a Farnese e a Caprarola.
Un’aggressione in piena regola ad un’area fragile sotto tanti punti di vista: economico sicuramente; sociale, anche.

Ho più volte spiegato da cosa nasce e da cosa è motivata la contrarietà agli impianti geotermici, pilota e non, e nel sito potete trovare i vari articoli a riguardo.
Voglio ribadire che non c’è nessuna intenzione da parte del nostro territorio di stare a guardare mentre altri decidono come dobbiamo produrre energia (ammesso che questo sia l’obiettivo).
Lo dimostrano i tanti Sindaci della nostra provincia, ma anche della vicina Toscana e della vicina Umbria, e le tante amministrazioni che, quasi sempre alla unanimità, si sono dichiarate contrarie alla installazione di questi impianti.torre alfina street art

I giovani che hanno partecipato alla iniziativa a Torre Alfina hanno continuato a festeggiare la nostra Repubblica parlando di Street Art e di come anche un dipinto realizzato sul vecchio muro della ex scuola di questa piccola frazione possa rappresentare elemento di innovazione.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


36 Condivisioni
Condividi36
+1
Tweet
Condividi