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Interrogazione a risposta in commissione 5-06259

palazzo montecitorio

Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
in data 30 luglio 2015 con protocollo n. 0017973 il Ministero dello sviluppo economico ha inviato a diversi destinatari la comunicazione con oggetto: «Istanza di permesso di ricerca di risorse geotermiche finalizzata alla sperimentazione di impianti pilota denominata “Castelgiorgio – Torre Alfina” – soc. ITW LKW Geotermia Italia S.p.A. Impianto “Castelgiorgio” (Comune di Castelgiorgio, prov. Terni). Estensione della convocazione Conferenza dei Servizi (Legge n. 241 del 1990)»;
con tale comunicazione i comuni di Castelgiorgio (Terni), Castelviscardo (Terni), Orvieto (Terni), Acquapendente (Viterbo), la regione Umbria (direzione ambiente e direzione regionale risorsa Umbria), il Ministero della difesa (comando militare esercito Umbria, comando regione militare Centro, reparto genio dell’Aeronautica militare, comando 1aregione aerea, comando scuole dell’Aeronautica militare 3a regione aerea), la regione Lazio (direzione regionale per lo sviluppo economico e le attività produttive, direzione regionale infrastrutture, ambiente e politiche abitative), la Società ITW LKW Geotermia Italia Spa, vengono convocati per il giorno 8 settembre 2015 alle ore 11,00 presso la sede del Ministero dello sviluppo economico;
la società ITW-LKW Geotermia Italia nel 2011 presentò al Ministero dello sviluppo economico un progetto pilota per l’indagine sulla risorsa geologica nell’Altopiano dell’Alfina e nel 2012 la Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie del Ministero espresse parere favorevole. Tale progetto riguardava la costruzione di due centrali della potenza di 5 megawatt l’una, ricadenti rispettivamente nel comune di Acquapendente (Viterbo) e nel comune di Castelgiorgio (Terni). Tale progetto prevedeva l’utilizzo di 3 pozzi già presenti nel territorio, utilizzati precedentemente dall’ENEL residuo di attività precedentemente svolte da quest’ultima;
successivamente il progetto originario, sottoposto alla valutazione di impatti ambientale regionale, venne ritirato e vennero presentati due progetti distinti. Su uno solo, quello situato nel comune di Castelgiorgio (Terni), venne richiesta valutazione di impatto ambientale ministeriale;
tutti i comuni situati sull’altopiano dell’Alfina (Castelgiorgio, Castelviscardo, Orvieto, Allerona e Acquapendente) e quelli che insistono sul bacino idrografico del lago di Bolsena (Montefiascone, Bolsena, San Lorenzo Nuovo) insieme alla provincia di Viterbo, si sono espressi in maniera negativa nei confronti del progetto presentato dalla società ITW-LKW Geotermia Italia spa, confermando e motivando tale contrarietà nelle osservazioni inviate ai Ministeri competenti;
la società ITW&LKW Geotermia Italia spa inizierebbe con la costruzione della sola centrale nel comune di Castelgiorgio (Terni) ma anziché tre pozzi in totale, come era previsto nel progetto complessivo iniziale, ne aprirebbe nove solo per quella porzione, impossibilitata tra l’altro a sfruttare i pozzi già esistenti dell’ENEL che reputati pericolosi, nel frattempo sono stati sigillati. Il secondo progetto previsto per la piana dell’Alfina, comune di Acquapendente (Viterbo), è attualmente al vaglio della commissione CIRM per la relativa autorizzazione;
come noto, taluni studi scientifici mettono in risalto la possibile pericolosità che l’attività geotermica a media ed alta entalpia possa rappresentare per la falda acquifera dell’altopiano dell’Alfina e per il lago di Bolsena; essa inoltre potrebbe generare attività sismica in un’area già caratterizzata da elevato rischio sismico e che già in passato è stata teatro di alcuni forti terremoti che hanno causato danni a persone e cose;
l’altopiano dell’Alfina ed il sottostante lago di Bolsena (Viterbo) costituiscono importanti riserve d’acqua potabile per Umbria e Lazio. L’installazione di impianti geotermici a media ed alta entalpia può compromettere la qualità dell’acqua conseguentemente alle fratture che potrebbero essere indotte nel terreno;
a seguito delle suddette preoccupazioni e considerate tuttavia l’importanza e la rilevanza strategica della geotermia, in data 15 aprile 2015 è stata approvata alla unanimità dalle Commissioni VIII ambiente e X attività produttive una risoluzione (n. 8-00103) che impegna il Governo alla realizzazione di dodici azioni;
in particolare, il secondo punto del dispositivo impegna il Governo «ad emanare, entro sei mesi, linee guida a cura dei Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che individuino nell’ambito delle aree idonee di cui al punto precedente anche i criteri generali di valutazione, finalizzati allo sfruttamento in sicurezza della risorsa, tenendo conto delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al bilancio idrologico complessivo, al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di sismicità». Il termine per la presentazione delle citate linee guida scade il 15 ottobre 2015;
il terzo punto impegna il Governo «a rilasciare, a seguito dell’emanazione delle linee guida, tutte le autorizzazioni per i progetti di impianti geotermici, comprese quelle relative ai procedimenti in corso, nel rispetto delle prescrizioni ivi previste» –:
se il Governo sia a conoscenza del fatto che, nonostante gli impegni assunti e richiamati in premessa, in data 14 luglio la direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche abbia proceduto a dichiarare la compatibilità del progetto denominato «Castelgiorgio» con il quadro di potenza autorizzabile e disponibile in base alla normativa vigente e abbia convocato per l’8 settembre 2015 una riunione, ad estensione della convocazione della conferenza di servizi, di fatto procedendo nell’iter istruttorio/amministrativo del progetto proposto dalla società ITW LKW Geotermia Italia spa e quindi ignorando quando previsto al terzo punto del dispositivo del testo della risoluzione n. 8-00103, ciò anche alla luce del fatto che la data prevista per la già citata conferenza di servizi cade ad appena un mese dalla scadenza del termine previsto per la emanazione delle linee guida, di cui al secondo punto del dispositivo della suddetta risoluzione.

Terrosi, Braga, Mazzoli, Bonaccorsi

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