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Impressioni sulla giornata dedicata alla Via Francigena a Santa Maria di Leuca

On. Alessandra Terrosi e in Monsignor V. Angiuli

In aggiunta a quanto avete potuto leggere nel Giornale di Puglia vorrei raccontarvi alcuni momenti della giornata di ieri.
Arrivare a Santa Maria di Leuca, al Santuario e alla Basilica è già un’esperienza: da Brindisi e da Lecce, si viaggia fino alla fine d’Italia. In effetti questo luogo é il confine a sud dell’Europa, lo snodo che, ancora abbarbicato all’Europa, volge lo sguardo all’oriente e all’occidente scrutando l’orizzonte e, più oltre, guarda a sud le coste dell’Africa. Un piccolo ombelico di un mondo in cui il centro non è il Vecchio Continente bensì proprio il Mediterraneo, dove si incontrano culture diverse che, parrebbe in questo momento, fanno fatica a comprendersi.

Porto Santa Maria di Leuca

 

Un altro punto di vista sulla realtà odierna e futura: più di uno dei relatori sussurra, suggerisce, auspica, asserisce (in un crescendo di convinzione) che l’Europa possa rifondarsi proprio a partire dalla rete dei cammini che la percorrono, sui quali avviene l’incontro tra le persone, tra gli uni che si aprono con un atto di fiducia a ciò che incontreranno lungo il loro andare e gli altri che accolgono e condividono ciò che hanno. Mettersi in cammino è una azione che risponde a un desiderio intimo dell’uomo, quindi all’origine della volontà delle comunità di riconoscere e valorizzare la Via Francigena, c’è una motivazione antropologica. Che poi si ammanta via via di motivazioni legate alla diffusione della cultura dei luoghi, allo sviluppo turistico locale, alla necessità di risvegliare economie.

Sala relatori Convegno sulla Via Francigena a Santa Maria di Leuca del 18/09/2016

Anni di studi portati avanti dall‘Università del Salento hanno rintracciato, controllato, storicamente comprovato, georeferenziato le tre vie Francigene (fino a S. Maria di Leuca passando da Otranto, fino a Brindisi sul tracciato della vecchia via Appia, fino a Taranto) e il fascio di altri cammini che si ricongiungono a quelli principali. E che anche qui, come succede in tutta Italia ma con le peculiarità che solo qui esistono, ci raccontano di un popolo che nel passato ha fatto del camminare un modo per raggiungere una mèta, fosse essa un luogo, un incontro, un desiderio; e di un popolo che si riappropria degli stessi luoghi e dello stesso modo – l’andare a piedi – per guadagnare quelle stesse mète aggiungendone altre, proprie del nostro tempo (stare in silenzio, valorizzare il riposo, riuscire ad impiegare il proprio tempo libero……).

Santa Maria di Leuca

Associazioni di camminatori e amministratori locali hanno ascoltato le altrui esperienze, condiviso obiettivi e convenuto che, qui come altrove, serve sinergia e lavoro comune, energie condivise perchè siano fruttuose. Perchè il lavoro da fare (anche manuale per la manutenzione) sarà tanto e continuo per tutte le Istituzioni coinvolte, per i singoli e le associazioni  e sarà continua la necessità di cercare e inventare soluzioni di volta in volta costruite appositamente.

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