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Geotermia: per gli impianti pilota il territorio ribadisce il proprio NO

Sabato scorso la Rete NoGeSI ha tenuto presso il Cinema Olimpia di Acquapendente gli Stati Generali. Tanta la partecipazione, numerose le relazioni tecniche. A distanza di quasi tre anni dall’inizio della attività di contrasto nei confronti degli impianti pilota geotermici che dovrebbero essere installati sulla piana dell’Alfina, i territori, le Istituzioni e le Associazioni hanno fatto il punto della situazione. L’impianto di Castelgiorgio è quello per cui il procedimento risulta più avanzato e per il quale la Regione Umbria dovrà definitivamente esprimersi. Sabato i sindaci di Acquapendente, Castelgiorgio e Orvieto e i Consiglieri regionali Enrico Panunzi (Regione Lazio) e Eros Brega (Regione Umbria) hanno nuovamente ribadito la loro determinazione nel voler continuare a dare al territorio umbro laziale un modello di sviluppo che non si concilia con la presenza di centrali geotermiche.

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Ritengo necessario, come già più volte ribadito, la adozione del principio di precauzione, viste le possibili interferenze negative di questa attività con la salubrità delle falde e considerando anche la fragilità sismica dell’area in oggetto.  Il 21 ottobre scorso, con un anno di ritardo rispetto ai tempi previsti, sono state rese note le Linee Guida redatte in ottemperanza a quanto richiesto nella risoluzione approvata nella seduta del 15 aprile 2015, dalle Commissioni riunite Attività Produttive e Ambiente della Camera dei Deputati. Altri punti, forse anche più importanti, rimangono ancora senza risposta. Tra questi sicuramente la zonazione del territorio italiano, per le varie tipologie di impianti geotermici, che identifichi le aree potenzialmente sfruttabili in coerenza anche con le previsioni degli orientamenti europei relativamente all’utilizzo della risorsa geotermica, e in linea con la strategia energetica nazionale e l’assunzione di iniziative per subordinare il rilascio delle autorizzazioni alla stipula di una polizza fidejussoria a garanzia di eventuali danni all’ambiente, alla salute pubblica e alle attività produttive circostanti.

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Dalla giornata sono emersi spunti significativi su cui continuare il lavoro iniziato, privilegiando la modalità adottata fino ad ora ossia la fermezza pacata delle argomentazioni e la opposizione politica, oltrechè tecnica, a ciò che il territorio non ritiene all’altezza della sua storia e delle scelte che lo hanno caratterizzato, consapevoli che le stesse potranno essere rinnovate all’insegna della innovazione e della modernità.

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