Ultime notizie:

Bella iniziativa dello SPI-CGIL ad Acquapendente per il rilancio dell’Ospedale

rilancio ospedale acquapendente

Alla iniziativa di giovedì 25 maggio, organizzata dallo SPI-CGIL al Cinema Olimpya di Acquapendente per il rilancio dell’Ospedale, alla quale sono stata invitata, davanti ad una folta platea, agli amministratori locali ed alla direttrice Generale della ASL di Viterbo ho ribadito con forza l’impegno mio personale a sostegno della struttura sanitaria di questa terra di confine.

Una bella giornata di confronto schietto tra i presenti: la Direttrice Generale ha rappresentato il lavoro che si sta facendo sulla nostra struttura.

Sicuramente un cambio di passo rispetto ai precedenti vertici.

rilancio ospedale acquapendenteNonostante ciò ho voluto ribadire la scarsa percezione del disegno globale che interessa il nostro ospedale, delle linee di programmazione previste.

Di fatto, presso che giornalmente, il personale sanitario che lavora nella struttura e gli utenti, si trovano a dover fronteggiare situazioni di emergenza legate alla improvvisa assenza degli specialisti preposti a garantire un servizio.

Per anni, fino alla declassazione  a CeCAD, abbiamo assistito ed un progressivo depauperamento del nostro ospedale: ora dobbiamo avere la certezza che quanto asserito nel Decreto del Commissario ad Acta, non venga più messo in discussione.

rilancio ospedale acquapendenteIl nostro è un Ospedale di Area Svantaggiata e come tale deve mantenere le dotazioni previste per strutture di questa natura e, anzi, essere potenziato, per diventare nel tempo punto di riferimento per l’intero territorio, anche delle altre regioni limitrofe.

Certo non dobbiamo dimenticare che per la Regione Lazio l’essere stati vincolati al piano di rientro, dal quale dovremmo uscire a breve, ha significato in questi anni non poter avere a disposizione risorse adeguate e soprattutto, non poter assumere personale né stabilizzare i precari.

Dobbiamo dare atto alla ASL di avere avviato una approfondita disamina del contesto patologico territoriale in cui è calata la struttura ospedaliera così da garantire servizi più risponderti alle necessità dell’utenza.

Tutto questo però, in breve tempo, si deve tradurre in certezza e qualità delle prestazioni erogate e in consolidamento dei servizi già esistenti andando anche in deroga al numero delle prestazioni erogate laddove questo non sia rispondente a quello previsto per strutture diverse da quelle di Area svantaggiata.

C’è la consapevolezza che il lavoro da fare sia ancora lungo ma l’obiettivo non va perso di vista: dotare questo territorio di un presidio totalmente rispondente alle sue necessità.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


96 Condivisioni
Condividi96
+1
Tweet
Condividi